giornata mondiale degli oceani

Giornata Mondiale degli Oceani, da oggi anche l’Italia sostiene la tutela del 30% dei mari al 2030

La Giornata mondiale degli Oceani istituita dalle Nazioni Unite nel 2009 e che cade l’8 giugno, ha l’obiettivo di promuovere la tutela di almeno il 30 per cento della superficie di mari e oceani entro il 2030.
Questa esigenza critica si chiama 30×30. Salvaguardando almeno il 30% del nostro oceano attraverso una rete di aree altamente protette, possiamo contribuire a garantire una casa sana per tutti.

Lo scopo è “aumentare la consapevolezza globale dei benefici all’umanità che derivano dall’oceano e dal nostro dovere individuale e collettivo di utilizzare le sue risorse in modo sostenibile. Le generazioni future dipenderanno anche dall’oceano per i loro mezzi di sussistenza! Acquari, centri scientifici e istituti di ricerca, ONG, comunità e governi di tutto il mondo mobilitano milioni di persone in eventi piccoli e grandi”.

Le acque d’Alto mare, definite comunemente “acque internazionali” perché al di fuori della giurisdizione dei singoli Stati, sono un patrimonio che appartiene all’umanità e rappresentano circa il 61 per cento della superficie degli oceani.
L’Alto mare è ricchissimo di vita marina e di numerosissimi ecosistemi differenti ed è, ovviamente, essenziale per la vita del nostro Pianeta.

Questo mondo, gigantesco e fragilissimo, è rimasto sconosciuto e lontano dall’impatto con l’uomo fino ad ora.
Purtroppo il continuo sviluppo economico e tecnologico ha reso a rischio anche le aree più remote delle acque d’Alto mare: i cambiamenti climatici e l’inquinamento, il continuo sfuttamento ittico e le sempre più estese estrazioni minerarie dai fondali hanno fatto diventare sempre più urgente un intervento per la loro tutela.

L’obiettivo della comunità scientifica è che almeno il 30 per cento degli oceani dovrebbe essere totalmente protetto entro il 2030.
Il rapporto “30X30 A blueprint for ocean protection” mostra come sia possibile progettare una rete di aree protette d’Alto mare su scala planetaria partendo dalle informazioni disponibili.
Lo studio è stato realizzato da un gruppo di ricercatori guidati da un team dell’Università di York nel Regno Unito con l’obiettivo di fornire uno strumento utile alle discussioni in corso presso le Nazioni Unite per la tutela di zone d’Alto mare.

I risultati di questo rapporto mostrano che è possibile progettare e realizzare una rete di aree protette in alto mare estesa su tutto il pianeta, sia per affrontare la crisi dei nostri oceani e sia per consentirne il recupero.
Il bisogno è immediato e gli strumenti sono già disponibili. Tutto ciò che serve è la volontà politica.

Per saperne di piu
https://worldoceansday.org/