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Il Coronavirus e l’ambiente

Abbiamo visto tutti più volte di come la natura si stia via via riappropriando dei luoghi abitualmente frequentati dall’uomo: da quando abbiamo iniziato il periodo di quarantena forzata e ci siamo chiusi in casa, l’ambiente ha reagito positivamente.
Con l’abbattimento dei trasporti delle persone e delle merci, si sono abassati anche i livelli delle emissioni nocive che da sempre attanagliano l’ecosistema. In più, la primavera e il suo clima tiepido ci sta portando verso il graduale spegnimento dei sistemi di riscaldamento delle abitazioni, e questo non può che giovare alla qualità dell’aria.

Dalle recenti osservazioni satellitari dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, si evidenzia infatti che le emissioni di biossido di azoto (NO2), uno dei principali gas inquinanti, siano diminuite notevolmente da quando è stato istituito il blocco totale delle attività. Il miglioramento nel nostro paese si nota in particolare nel nord Italia, soprattutto nelle regioni più industrializzate: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.

La natura torna quindi ad abitare i luoghi evitati per tanto tempo a causa della forte presenza dell’uomo.
Gli esempi, oltre a far ben sperare per il futuro, sono divertenti: qui il cigno Pierino che è tornato in centro a Luino, qui le anatre di Sirmione a passeggio per il paese e qui le acque di Venezia inspiegabilmente limpide e ripopolate di pesci.

Dovremmo fare tesoro di ciò che la natura ci sta comunicando in questo periodo: non siamo eterni e purtoppo nella nostra breve esistenza potremmo fare danni incalcolabili, soprattutto a noi stessi.
E se abitualmente gli animali ci evitano, è perchè siamo estremamente pericolosi.