Si può tornare a navigare: le nuove regole in vigore dal 3 giugno

I desideri di decine di migliaia di appassionati si sono finalmente avverati: da mercoledì scorso, data in cui si sono riaperte le frontiere regionali post-Covid, si può tornare a navigare.

In molti si sono riavvicinati alle agognate coste e ai propri natanti, lasciati senza attenzioni da ormai troppo tempo.
Le regole, però, non sono più quelle di qualche mese fa: per questioni di sicurezza ci sono accorgimenti, soprattutto di carattere igienico-sanitario, da cui non si può prescindere.
Non vogliamo elencare tutte le nuove norme ma bisognerebbe ricordare quelle più importanti, per non incappare in una sanzione o, in caso ancora più grave, in un contagio.

Innanzitutto è meglio precisare che per il momento non si può uscire dai confini nazionali: questo argomento verrà sicuramente affrontato al più presto in sede governativa ma al momento il divieto è attivo.

Passiamo ora dagli occupanti della barca, che sicuramente non possono essere di numero superiore a quello dichiarato per ogni imbarcazione.
Se si imbarcano persone che non fanno parte del proprio nucleo famigliare o con cui si è passata la quarantena in casa (lockdown), è necessario mantenere sempre la distanza di un metro lineare gli uni dagli altri e indossare la mascherina quando si resta sottocoperta.
Ovviamente è obbligatorio igienizzare le superfici della barca e non scambiarsi i teli o gli asciugamani, per evitare qualsiasi possibilità di contagio.

Le barche in rada e in marina devono restare distanti, è necessario indossare la mascherina ogni volta che si ormeggia e si disormeggia e bisogna mantenere la distanza di sicurezza dagli equipaggi delle altre barche.
Durante le soste in porto si deve impedire anche l’accesso a bordo di estranei (sembra superfluo ma non si sa mai).
I porti turistici devono inoltre essere dotati di cartelli informativi, in italiano e tradotti almeno in lingua inglese, sui protocolli da rispettare, sull’uso dei dispositivi di protezione, sulla presenza di gel disinfettante sui pontili, sulla limitazione degli spostamenti individuali, sui divieti di assembramento e sul rispetto del distanziamento sociale.

Se si noleggia una barca, bisogna ricordarsi che ogni giorno i membri dell’equipaggio devono obbligatoriamente misurarsi la temperatura.
Chi vive sotto lo stesso tetto può condividere l’alloggio in cabina mentre per i non conviventi valgono le regole generali sul distanziamento sociale: una persona ogni metro lineare, compresi i membri di equipaggio.
Nel caso del noleggio con skipper, il locatore deve certificare la buona salute di tutto il personale a bordo, che deve anche effettuare periodicamente accertamenti sanitari (test sierologico e misura della temperatura corporea).
Il personale deve inoltre occupare ambienti diversi da quelli dei titolari della locazione e mantenere – manco a dirlo – la distanza di sicurezza.

In caso di locazione di barche da diporto si applicano le stesse norme di prevenzione previste per le imbarcazioni private: alle persone che vivono nella stessa unità abitativa è permesso l’alloggio nella stessa cabina; il locatore ha l’obbligo di sanificare, anche dopo l’utilizzo di qualche ora, tutti i locali dell’imbarcazione, compresi il vano motori e i servizi; il locatore dovrà dotare la barca di una provvista di prodotti igienizzanti e della cartellonistica informativa, tradotta in più lingue, per sensibilizzare i locatari sulla necessarie misure igieniche da adottare.
Nel caso di ingaggio di uno skipper da parte del locatario si applicheranno le regole previste nel noleggio per l’equipaggio.